La Storia delle Canzoni

Casomai

Casomai
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Questa canzone è scritta in più riprese.

O meglio, in 3 notti.

Era l’inizio del 2007 un anno che iniziava malissimo.

I presupposti della tempesta che si stava scatenando contro di me, sul lavoro, erano evidenti a tutti.

Insomma, era veramente un periodo molto difficile per me, e per la mia famiglia.

Mio padre mi aveva lasciato da poco, e questo dolore si sommava ad altro dolore, e preoccupazioni a preoccupazioni.

Ma io dovevo, come deve essere un buon padre, non far trasparire nulla.

Suonavo, e stavo preparando con i due Marco (Barbieri e Zonca) uno spettacolo su Battisti.

Il 27 di Gennaio annotavo sul Moleskine la stesura della parte musicale.

Nella nota scrivo dell’eccitazione che provoca l’attesa dell’attimo giusto per l’ispirazione.

Era stata una giornata felice, nonostante tutto, ma i pensieri che frullavano nellamia testa erano veramente tanti, ed alcuni anche cupi.

Il 6 di Febbraio, dopo una giornata durissima terminai la partitura.

La stessa sera a tavola, parlammo di quanto accaduto con Gaja, mia figlia maggiore.

In verità avevo tensioni interiori fortissime che provenivano appunto dalla giornata passata....

Non sapevo se essere arrabbiato o demoralizzato.

Scesi nel mio “regno”, la lavanderia, che avevo attrezzato a piccola sala prove.

Mi misi a suonare, per sciogliere la tensione, sorseggiando un poco di whisky da una provvidenziale fiaschetta che tenevo nascosta per eventi particolari.

E’ tempo che non bevo più superalcolici, ma a volte ne sorseggio un poco, in piccolissime dosi, che mi danno una “scossa” interiore...

Il passaggio LaminoreRe7diminuitaMi fu provvidenziale....

Il fiume di pensieri che rimuginavo da giorni iniziarono ad uscire..

Ripensavo all’avverbio utilizzato da un avvocato, che io avevo ritenuto inammissibile: “CASOMAI....”

Scrissi su fogli sparsi che stranamente non trovo più, poiché mi è rimasta la stesura corretta su un blocchetto regalatomi dall’amico Dudu (Franco Duò) che conservo gelosamente centellinando l’uso dei fogli...

E’ un reperto che mi serve da monito per non dimenticare quanto accadutomi.

Ma ricordo benissimo la foga!

Avevo addosso un’eccitazione strana, e le parole uscivano fluidamente, frutto di una catarsi che mi era necessaria, indispensabile.

Terminai la prima stesura che era notte avanzata, e la fiaschetta era, ahimè, finita.

Per tutta la settimana non potei scendere...

Fremevo!

In auto la cantavo, leggendo le parole sul Block-Notes, col rischio di schiantarmi!

Finalmente la domenica (11 febbraio), il pomeriggio, trovai il tempo per risuonarla e sistemarla (il bianchetto e le correzioni sono evidenti).

Alla fine ero talmente soddisfatto di quanto fatto da commuovermi.

Ma non riuscii a farla ascoltare subito a Patrizia, che l ascoltò due giorni dopo e che,mi disse, la faceva commuovere.

Era, è, una delle canzoni meglio riuscite, propositive, musicalmente coinvolgente e con un testo pregnante, che mi rappresenta, che rappresenta il mio pensiero, la mia visione della vita.

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