La Storia delle Canzoni

Passavano Di Là

Passavano Di Là
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Era tempo che mi frullava in testa, e nelle mani, un giro armonico.

Era un periodo di “stanca”, se così si può dire, in pieno inverno 2005.

Io e Patrizia avevamo l’abitudine di leggere a letto, la sera.

Condividevamo questa abitudine, il silenzio, e divoravamo libri.

Lessi qualcosa in un quotidiano sul contrabbando, e fu così che ripensai ai racconti di mia nonna Ermelinda, sugli spalloni e su quanto da lei fatto.

Le elucubrazioni sulla natura dei contrabbandieri si mescolavano alle considerazioni di come questi personaggi, che rischiavano la vita (La Guardia di Finanza, i finanzieri, avevano l’ordine di “sparare per uccidere”) e che nel periodo della guerra aiutarono a “passare di là”, il confine svizzero, molte persone.

Non tutti lo fecero con spirito di aiuto, c’è chi guadagnò una fortuna, spogliandoli di tutti gli averi, ed anche vendendoli, dopo, ai tedeschi.

Ma il buono ed il cattivo sono sempre esistiti, si sa.

Ciò che mia nonna mi raccontava erano storie di personaggi onesti, con principi di vita basati sulla correttezza, che non esitavano a donare a chi non aveva, in quel periodo scuro della nostra storia.

Ancora oggi c’è qualcuno che “contrabbanda” il passaggio, quello di extracomunitari, esiliati politici, vittime ingiuste che faticano a trovare uno stato che li accolga degnamente.

Attenzione, non i mercanti di schiavi, non a loro mi riferisco. A loro auguro ogni dolore terreno.

Pensai a quanti contrabbandano la propria esistenza sentimentale, la propria vita, in una società in cui i valori si stanno perdendo…

Normalmente suono un po’ prima di andare in camera da letto… devo passare obbligatoriamente per la “zona musica” e le chitarre mi guardano… ”devo” suonare, è più forte di me!

Avevo comprato un libro nuovo “passavano di là”, un racconto sui contrabbandieri, ed ero ansioso di leggerlo.

Fu così che presa la chitarra suonai quel che da qualche giorno mi usciva sul manico della “Giannini” un sol minore, seguito da un re minore sul 5° capotasto, suonato con impostazione “bossanoviana”, che retrocedeva di 2 capotasti, per finire in un Fa sul quale ci cantai sopra “passavano di là…”.

Erano le 10, circa, ed a mezzanotte la ballata era finita.

Patrizia ormai dormiva, e mi addormentai anch’io.

Era una bella canzone.

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