La Storia delle Canzoni

Strada Vegia

Mi è sempre piaciuto camminare, anche dopo aver avuto la possibilità, e la febbre, del motorino prima e dell’auto a 18 anni.

È un piacere che mi ha trasmesso mio padre, gran guidatore – pilota direi – ma gran camminatore.

Giravamo Firenze a piedi, e ho camminato con lui per Macugnaga durante i rilievi tipografici, dove era un maestro.

Al ritorno da una magnifica serata in compagnia, a giugno del 1985, verso mattina mi incamminai verso casa, a Pecetto.

Vivevo solingo nella casa patronale, Spietze Steiner, chiamata coì da mia nonna e da mia zia Anni.

La strada è quella che da Staffa porta a Pecetto passando per il Vecchio Tiglio, e che costeggia il cimitero del 1200.

Le stelle erano miliardi.

Il Monte Rosa era lì, maestoso, severo, che si stagliava nel cielo senza nubi.

Il silenzio era totale, a parte lo scorrere dell’acqua del torrente Tambach che faceva da sottofondo.

Sono sempre stato legato alle mie radici, e così passai a salutare i miei avi.

Non mi spaventano né mi hanno mai spaventato, i morti: sono i vivi che mi fanno paura.

Ritornando sulla strada fu naturale pensare a quante persone avevano nel tempo percorso quella stessa strada.

Al significato che quella strada aveva, di connessione tra due frazioni distanti tra di loro, con rivalità, ma che erano connesse tra di loro in un punto intermedio, sotto il Vecchio Tiglio, dove ai tempi si riuniva la popolazione per decidere delle loro sorti.

Quanto tempo, quanti passi, pensai.

“Era ubriaco”, penserete.

Mah..il vino mi è sempre piaciuto, come a tutti i miei amici/e che frequentavo....

E che frequento (a parte Marco Zonca, l’Astemio...)

Ma se mi ricordo il tutto, forse era già passata.....

Che importa, però, ora? Fu una scintilla, credo.

Tornato a casa andai nella Stube,e imbracciai la chitarra.

Devo ammettere che l’accordo di Sol è uno dei miei preferiti....

Il giro armonico nacque subito, insieme alla prima strofa.

Non ci misi molto a scriverla, era tutto molto facile, bastava raccontare ciò che avevo vissuto, e provato.

La suonavo sulla EKO Ranger 12 corde che mi aveva regalato mio padre.

Presi l’armonica a bocca, e ci suonai sopra.

Era fatta, mi piaceva moltissimo.

Strada Vegia era finita.

Pensavo.....

Circa 10 anni dopo (era il 1997) decisi di fare un regalo a Marco (Barbieri n.d.r.) per ricordargli di quando suonavamo insieme, decidendo di incidere un CD casalingo con le nostre canzoni.

Quando suonai Strada Vegia mi resi conto che le mancava qualcosa.

Suona e risuona, capii.

Mancava un refrain, che completasse quel racconto, che desse delle conclusioni!

Mi venne in un secondo, insieme alle parole!

La registrai direttamente su una cassetta, e poi su un CD.

Adesso era perfetta!!!

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