La Storia delle Canzoni

Barricadera

Premetto che la musica di Enrico Ruggeri mi ha sempre affascinato, come musica etnica, il tango, la musica spagnola, messicana, francese.

Adoro la fisarmonica di Astor Piazzolla, e la sensazione di mailnconia e di vita paesana della musette francese.

Ascoltavo in quel periodo un disco di Roberto Vecchioni molto simpatico, allegro quasi.....

Era tempo che volevo scrivere un tango, ma mi mancava una storia da raccontare. La vita, si sa, è imprevedibile.

E così, mi offrì su un piatto d’argento ciò che volevo raccontare, e che la mia fantasia stentava ad inventare.

Vivevo guardando da vicino un legame affettivo che si stava sfaldando, una coppia in crisi in cui l’egoismo, tutto maschile, nulla dava alla sua compagna.

Lui anche se giovane già vecchio, abituato al tran-tran quotidiano sempre uguale.

Lei desiderosa di vivere appieno la gioia della maturità, dei sensi, della vita che le scoppiava in cuore, alla sua voglia di danzare.

Era il 2002, aprile. Un venerdì sera, e le mie donne erano andate a dormire.

Ho sempre l’abitudine di suonare qualcosina prima di andare a letto... come per dare la buona notte alle chitarre che mi aspettano in bella vista.

Andai in cucina (è il mio locale preferito, per mille motivi: lì si cucina, si mangia, si beve, si chiacchiera...) ed iniziai a suonare.

Vecchie canzoni, ripensando al passato, e la mia testa iniziò a fantasticare sui miei sogni legati alla musica, e mi ritrovai a pensare a questa donna ed al suo compagno.

Fu un Si minore che scatenò il tango.

Le prime strofe le scrissi “a cascata”, faticavo a stare dietro alle parole che nascevano nella mia mente. Ero completamente rapito.

Mi incespicai un paio di volte, perché odio le ripetizioni, ma la musica scorreva piacevolmente, ed il ritornello venne in un lampo.

Ci misi circa due ore per completarla, rifinirla nel testo, sostituire quelle parole che non mi piacevano.

Ma alla fine era lì....il mio primo tango, pensai.

Ero soddisfatto, e l’adrenalina mi impedì quasi di dormire, complice di un paio (forse tre...) di bicchieri di Morellino di Scansano, sempre utili all’anima......

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